Paola De Nardo è stata eletta Presidente per il Friuli Venezia Giulia di Confestetica

Si è conclusa con grande soddisfazione da parte della Presidente di Confestetica Dott.ssa Angelica Pippo e del suo staff la prima conferenza tenuta d...
4 maggio 2010
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In sede di conferenza, a sciogliere definitivamente il nodo, è stata l’Avvocato Candusso che ha fugato ogni dubbio sull’esistenza dell’obbligo per gli estetisti, leggendo ed interpretando la FAQ in un modo più limpido e lineare rispetto a quanto riportato nel portale del SISTRI. L’Avvocato ha ricordato delle pesanti sanzioni, ancora in via di approvazione definitiva, che colpiranno chi non rispetterà l’obbligo di iscrizione al sistema di tracciabilità rifiuti pericolosi per via telematica (SISTRI). Fino alla data del 31 dicembre del 2010, si pagheranno 60,00 euro per ogni mese di ritardo all’iscrizione al SISTRI. Dal 1 gennaio 2011, gli estetisti obbligati che omettono l’iscrizione saranno puniti con la pena dell’arresto da sei mesi a due anni e con quella dell’ammenda da 2.600 euro a 26.000 euro.Risolta la questione sull’attualissimo tema dello smaltimento rifiuti pericolosi, l’intervento del legale Candusso si è spostato sull’importanza che possiedono un Albo Professionale ed un Codice deontologico come uniche garanzie per valorizzare una professione come quella dell’estetista e per tutelare sia gli operatori estetici che il cliente finale. Ha parlato inoltre delle sanzioni introdotte dalla 3116 per debellare il gravissimo problema dell’estetista abusiva che opera a discapito di ogni norma igienico-sanitaria nonché fiscale. Saranno quindi introdotte sanzioni penali, fino a sei mesi di reclusione, per chiunque eserciti abusivamente la professione di estetista professionale secondo quanto previsto dall’art. 348 del Codice Penale che punisce “chiunque abusivamente esercita una professione, per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato”. In aggiunta alle sanzioni penali già previste dal codice, verranno introdotte due sanzioni amministrative: una per l’estetista abusiva che va dai 7.000 ai 15.000 Euro, l’altra, da Euro 1.500 a Euro 7.000, per i suoi “clienti”.
Al termine dell’intervento dell’Avvocato Condusso, la parola è stata ceduta al Dott. Ennio La Pia, chirurgo dermatologo ed esperto di psicosomatica presso l’Ospedale Civile di Palmanova, che ha interrogato la platea con una domanda di ispirazione manzoniana: “Carneade! Chi era costui?” frase usata nei Promessi Sposi da Don Abbondio che, mentre leggeva il panegirico di San Carlo Borromeo, si imbatté nella figura del filosofo Carneade di cui non conosceva l’identità. La domanda del Dott. La Pia, delicatamente posta, era volta ad indagare la percezione che le estetiste hanno di se stesse: “Chi siete? Che ruolo sentite di svolgere?”. Il Dott. La Pia, ha sottolineato come oggi l’estetista non abbia un’identificazione stabile e come questo fatto vada a creare disagi enormi nella gestione quotidiana del lavoro di estetista. La non identificazione sociale e lavorativa va a discapito dell’operatore estetico che, non conoscendo il proprio limite massimo di azione, nel dubbio di sconfinare in ambiti medici non di sua competenza, spesso resta nelle retrovie non si spinge fin dove potrebbe arrivare e penalizza se stesso ed il cliente finale. Il disagio della non identificazione lavorativa va a discapito quindi anche del sistema di collaborazione tra medico ed estetista che può originarsi da una corretta e stabile determinazione di ruoli.
Il Dott. La Pia, ha fatto inoltre un’acuta riflessione sul fatto che se le estetiste producono rifiuti speciali vuol dire che svolgono un’attività “speciale” così come avviene per i medici. Le estetiste fanno diagnosi, perché se hanno l’obbligo di lavorare solo sulla pelle sana dei propri clienti, hanno la necessità di discernere la stessa da quella malata e questo processo altro non è che una diagnosi!
A conclusione del suo intervento, ha definito le estetiste “sacerdotesse della bellezza” che si preoccupano del benessere e della bellezza dei propri clienti, utilizzano apparecchiature estetiche tecnologicamente avanzate e, per tutti questi motivi, meritano un degno riconoscimento professionale e sociale, una degna identificazione di ruolo per realizzare una ormai necessaria collaborazione tra medico ed estetista. L’importanza della collaborazione tra queste due figure è un altro dei punti focali della proposta di legge 3116/10, una cooperazione utile soprattutto al benessere ed alla cura psico-fisica del paziente/cliente finale.
È intervenuta infine la Dott.ssa Scarabelli, cosmetologa e docente da 10 anni presso la scuola di estetica IAL di Udine, che ha espresso il proprio disappunto sulle voci che girano in merito all’introduzione di ore di religione e ginnastica in sostituzione delle ore dedicate a materie più prettamente di matrice estetica. Questo per agganciarsi al terrificante processo involutivo che sta caratterizzando la formazione degli estetisti e la necessità impellente di riformare in modo più severo i percorsi di studio. Pienamente d’accordo dunque anche la dott.ssa Scarabelli con la proposta di legge 3116 che vuole innalzare il requisito minimo di accesso alle scuole di estetica che avverrà post-diploma di maturità, proporre un percorso triennale per la formazione degli estetisti, un esame di stato, l’iscrizione all’Albo degli estetisti professionali e aggiornamenti continui in estetica denominati ECE; punti fondamentali per il miglioramento della professione estetica.
La dott.ssa Scarabelli ha riferito infine che c’è una grandissima dispersione di estetisti che post diploma di estetica, si rivolgono ad altri settori lavorativi. In altre parole si ravvisa un’altissima incidenza di chi, già con un diploma di estetica in tasca, abbandona il mestiere perché scarsamente motivato ab origine alla pratica dello stesso.
Cosa è emerso dalla riunione di Confestetica nel Friuli?
Che urgono soluzioni immediate ai numerosi problemi del settore estetico, soluzioni che solo la proposta di legge 3116/10 di Confestetica può apportare ad un settore tanto bello quanto ormai pieno di buchi normativi e limiti imposti.
L’incontro si è concluso quindi con il consenso degli astanti su tutti i punti toccati e con piena soddisfazione del team di Confestetica che ringrazia i presenti.

